: il castello

Le origini del castello di Mazzé di perdono nella notte dei tempi: narra la leggenda che la rocca fu la dimora di Ypa la “regina senza terre” del Lacus Major che attorno al XV secolo a.C. inondava con le acque della Dora Baltea l’anfteatro morenico di Ivrea.

Al periodo celtico risalgono la cripta, il menhir druidico e l’ara riportate da poco alla luce. Nei sotterranei giacciono i resti del Fortem Copacium eretto nel 175 a.C. dal Console Appio Claudio a presidio romano contro le tribù Salasse. Nel XII secolo i Valperga elevarono sugli antichi ruderi romani l’attuale struttura castellana e costruirono poco dopo una casa-forte, oggi sontuosa dimora adiacente al più antico “castello piccolo”. Tra gli ospiti illustri del maniero si ricordano: Francesco I re di Francia, Vittorio Emanuele II re d’Italia, Cavour, lo Zar Nicola II di Russia, Mussolini e innumerevoli altre personalità. Il restauro effettuato dai Salino di Cavaglià, attuali proprietari, ha restituito al castello la sua magnifcenza.

Esistono due castelli denominati il “castello grande” e il “castello piccolo”, uniti dal grande parco che cinge il complesso fortifcato. Il castello più piccolo è anche il più antico e presenta mura merlate e un’alta torre a pianta quadrata. La forma quadrangolare richiama la torre centrale del castello più grande, caratterizzato a sua volta da una pianta rettangolare: i muri perimetrali sono merlati e chiusi da torrette, mentre sui lati si aprono fnestre a forma ogivale. Dalle torri si gode una bella vista sul Monferrato, Torino e Superga, il Canavese, il Monviso, il Gran Paradiso e gran parte dell’arco alpino occidentale.

Il castello si sviluppa su due piani e racchiude preziosi ambienti con saloni affrescati e pavimenti di mosaici. Negli antichi sotterranei si può visitare, inoltre, il Museo della Tortura dedicato agli strumenti e metodi della Santa Inquisizione.